Che cos'è questo strumento?
Un UUID (Universally Unique Identifier) è un identificatore a 128 bit scritto con 36 caratteri, ad esempio 550e8400-e29b-41d4-a716-446655440000. Gli UUID di versione 4 vengono generati a partire da dati casuali, il che rende le collisioni talmente improbabili da poter essere ignorate nella pratica: si potrebbero generare un miliardo di UUID al secondo per decenni prima che un duplicato diventi probabile.
Gli UUID vengono utilizzati come chiavi primarie nei database, come ID delle richieste per la tracciabilità, come nomi di file, come chiavi API e ovunque sia necessario un identificatore senza dover ricorrere a un'autorità centrale.
Perché usarlo?
- Sicuro dal punto di vista crittografico: utilizza la funzione `crypto.randomUUID()`, anziché la funzione `Math.random()`, che è vulnerabile.
- Generazione in blocco: fino a 500 UUID alla volta, uno per riga, pronti per essere incollati.
- Opzioni "maiuscolo" e "senza trattino" per sistemi con requisiti di formattazione specifici.
- Funziona offline nel browser; gli UUID non vengono mai inviati da nessuna parte.
- Gratuito e immediato, senza bisogno di registrarsi.
Come si usa
- Scegli il numero di UUID che ti servono (da 1 a 500).
- Se lo desideri, seleziona "Maiuscole" o "Rimuovi trattini".
- Fai clic su "Genera UUID".
- Fai clic su "Copia tutto" per copiare l'intero elenco.
Esempio
Input
Count: 3Risultato
f47ac10b-58cc-4372-a567-0e02b2c3d479
9c858901-8a57-4791-81fe-4c455b099bc9
16fd2706-8baf-433b-82eb-8c7fada847daOgni UUID viene generato in modo indipendente a partire da dati casuali sicuri.
Casi d'uso comuni
- Chiavi primarie dei database: gli UUID consentono di generare un ID valido prima di un inserimento, il che risulta utile per le applicazioni "offline-first" o quando il client deve fare riferimento a un record prima che il server lo confermi.
- Sistemi distribuiti: più server possono generare ID in modo indipendente, senza alcun coordinamento e senza rischio di collisioni — a differenza degli interi con autoincremento, che richiedono un'unica fonte di verità.
- Chiavi di idempotenza: l'invio dello stesso UUID in una richiesta API ripetuta consente al server di riconoscere e ignorare in modo sicuro un invio duplicato.
- Strumenti di test e dati di seed: genera in blocco centinaia di ID univoci contemporaneamente per popolare un database di test o simulare risposte API.
- Chiavi degli elenchi in React/Vue: quando le voci di un elenco non dispongono ancora di un ID univoco naturale, un UUID generato funge da chiave stabile durante lo sviluppo.
Limiti da tenere presenti
Gli UUID non sono ordinabili in base alla data di creazione: la natura casuale della versione v4 fa sì che i nuovi ID non vengano ordinati uno vicino all’altro nell’indice di un database, il che può compromettere le prestazioni di inserimento su larga scala (ecco perché esiste come alternativa l’UUID v7, ordinato in base al timestamp). Se hai bisogno sia di ordinamento temporale che di unicità, la versione v7 o un ID in stile Snowflake sono più adatti rispetto alla versione v4.
Un UUID di per sé non costituisce una credenziale di sicurezza. È impossibile da indovinare, nel senso che non è possibile prevedere un UUID a partire da un altro, ma non è mai stato progettato con le caratteristiche di verificabilità, scadenza o revoca necessarie a un vero token di autenticazione: per questo scopo, è consigliabile utilizzare una libreria dedicata per i token di sessione o API.
Come funziona effettivamente la casualità
Un UUID v4 è composto da 122 bit realmente casuali (gli altri 6 bit sono fissi e indicano la versione e la variante, secondo la specifica RFC 4122). Questo strumento ricava tale casualità da `crypto.getRandomValues()` tramite l’API Web Crypto del browser — la stessa fonte sottostante utilizzata per le chiavi TLS e altre operazioni crittografiche, non la funzione `Math.random()`, molto più debole, che è talmente prevedibile che alcune librerie UUID più datate basate su di essa sono state criticate per aver generato ID facilmente intuibili.
Per quantificare concretamente la probabilità di collisione: con 122 bit casuali, occorrerebbe generare circa 2,71 quintilioni di UUID prima che vi sia una probabilità del 50% che si verifichi anche una sola collisione — un numero di diversi ordini di grandezza superiore a quello che qualsiasi singola applicazione potrà mai generare. Ecco perché, nella pratica, l’UUID v4 è considerato di fatto privo di collisioni, anche se matematicamente non è impossibile che si verifichino.
Domande frequenti
È possibile che due UUID generati siano identici?
In teoria sì, in pratica no. Un UUID v4 è composto da 122 bit casuali. La probabilità di una collisione rimane trascurabile anche dopo averne generati trilioni: è quindi sicuro considerarli unici.
Qual è la differenza tra le diverse versioni di UUID?
La versione v1 si basa su timestamp + indirizzo MAC (divulga informazioni), la v4 è completamente casuale (la scelta più comune), la v5 deriva da un nome tramite hash (deterministica) e la v7 è casuale in ordine cronologico (adatta agli indici dei database). Questo strumento genera la versione v4.
Questi UUID sono abbastanza sicuri da poter essere utilizzati come token?
Utilizzano una fonte di numeri casuali crittograficamente sicura, che è di gran lunga migliore rispetto a Math.random(). Per i token di sessione, sono comunque preferibili generatori di token dedicati con maggiore entropia, ma gli UUID v4 vanno bene come identificatori.
L'UUID è uguale al GUID?
Sì. GUID (Globally Unique Identifier) è il nome utilizzato da Microsoft per indicare lo stesso formato a 128 bit. I due termini sono intercambiabili.
Gli UUID generati vengono memorizzati o registrati?
No. La generazione avviene localmente nel tuo browser. Nulla viene trasmesso, memorizzato o registrato: ogni UUID che vedi esiste solo sul tuo schermo.